Tre tappe, tre Giapponi diversi!
Il Giappone non è un paese solo. Cambia a ogni fermata del treno: la città che non si spegne mai, il castello nero tra le montagne, la valle dove l’acqua è così limpida che sembra non esserci.
Tre tappe. Ognuna un viaggio a sé.
Tokyo
Tokyo non si visita, si attraversa. Grattacieli e templi nella stessa via, folle immense e un ordine che non ti aspetti. Ogni quartiere è una città diversa, e il bello è perdersi tra l’uno e l’altro.


La mia prima volta a un match di sumo
A Ryōgoku, il quartiere del sumo, ho assistito al mio primo incontro. Un mondo affascinante, molto più profondo di quello che sembra da fuori. E ci sono cose che dovete assolutamente sapere:
- I rikishi (lottatori) devono lasciarsi crescere i capelli per fare il chonmage, l’acconciatura tradizionale: senza quella non possono combattere.
- La loro dieta si chiama chanko-nabe, uno stufato ricco di proteine che mangiano in quantità enormi per mantenere la stazza.
- Non possono guidare l’auto da soli: è una regola della Japan Sumo Association.
- Il torneo si apre con una cerimonia, il dohyo-iri, in cui sfilano con grembiuli ricamati che possono costare anche più di 5.000€.
- L’arbitro più alto in grado (gyoji) porta un pugnale alla cintura: simboleggia l’impegno a dimettersi se sbaglia una decisione importante.
- Esistono 6 divisioni. Solo quella più alta, la Makuuchi, combatte nel tardo pomeriggio, ed è lì che l’arena si infiamma davvero.

Matsumoto
Lasci Tokyo e dopo qualche ora di treno sei tra le montagne. Matsumoto è una città tranquilla, ai piedi delle Alpi Giapponesi. Il suo simbolo è il castello, uno dei pochi originali rimasti nel paese. Lo chiamano il Castello del Corvo, per il legno nero che lo riveste. Visto dal fossato, con le montagne dietro, è una di quelle immagini che ti restano.
Poi c’è il centro: Nakamachi, con i vecchi magazzini bianchi e neri, e Nawate-dori, la via delle rane, piccola e piena di negozietti. Da girare a piedi, senza fretta.


Kamikōchi
Una valle a 1.500 metri, nel cuore delle Alpi del Nord. Le auto private non possono entrare: si arriva solo in bus, e già questo cambia tutto. Silenzio, aria fredda, il fiume Azusa che scorre trasparente sotto il ponte Kappa-bashi, le cime dell’Hotaka sullo sfondo.
I sentieri sono facili e si cammina lungo l’acqua, tra boschi e stagni. Il Taishō-ike, con gli alberi morti che spuntano dall’acqua, sembra un posto fuori dal tempo. Kamikōchi è aperta solo da metà aprile a metà novembre: d’inverno la valle si chiude e torna alla montagna.

Tre tappe, tre Giapponi. E la voglia di scoprire il quarto.


