Amiche per la Valigia – esperienze etiche e consapevoli

Madeira a bordo di Bambolbee, itinerario di 5 giorni in van

Madeira è un’isola verticale: le strade salgono sempre, il meteo cambia da un versante all’altro e le distanze sono più corte di quanto sembri da un lato all’altro ci vogliono 50 minuti. Per muoversi bene serve un mezzo proprio. Noi abbiamo usato un van, Bambolbee, noleggiato tramite Indicampers.

Una cosa da sapere subito: il meteo non è mai veritiero. Non ha senso pianificare la giornata in base alle previsioni cambiano ogni ora e variano radicalmente tra nord e sud. Bisogna essere flessibili.

Elvio Andrade — @liveinmadeira su Instagram

Elvio è il proprietario di Bambolbee ed è madeirense. Conoscere lui significa avere accesso a una conoscenza del territorio che non si trova su nessun sito. Contattatelo per noleggiare il van o per avere indicazioni su itinerari, parcheggi e condizioni dei sentieri in tempo reale. Vale il contatto.

GIORNO 1

Funchal → estremo ovest → tramonto a Porto Moniz

Tappe: Mercato dos Lavradores · Centro storico · Monte Palace · Louro Parque · Ponta do Pargo · Garganta Funda · Porto Moniz piscine + tramonto Ponta da Ladeira

Partite la mattina presto da Funchal. Il Mercato dos Lavradores è il riferimento per iniziare verdure, fiori tropicali, pesce spada, frutti che non avete mai visto. Da lì il centro storico si esplora a piedi.

Il Monte Palace si raggiunge a piedi, in autobus o con la funivia. Il giardino è consigliato — azulejos portoghesi, koi pond, vista sul porto, ingresso circa 18€. La funivia è la scelta più scenica ma i prezzi sono alti per quello che è: circa 14€ solo andata, 20€ A/R. L’autobus (linee 20, 21, 48) arriva allo stesso posto a 2€ a tratta.

Funivia Funchal → Monte: ~14€ andata, ~20€ A/R. Alternativa: autobus linee 20/21/48, 2€ a tratta.

Ceste tobogan — Carreiros do Monte: 25€ (1 persona), 30–35€ (2 persone). Solo contanti. Tradizione dal 1800 — mezzo di trasporto prima di diventare attrazione. I carreiros in abito bianco e cappello di paglia usano gli stivali come freni sull’asfalto.

Bolt per i trasferimenti: a Funchal è molto più economico dei taxi. Utile soprattutto per tornare in città dopo le ceste. Scaricatelo prima di arrivare.

Vicino al Giardino Botanico c’è il Louro Parque e lì ci sono i fenicotteri. Vale la sosta se passate da quella parte.

Il Monte Palace lo consiglio senza riserve. È uno di quei posti che funziona meglio di come te lo aspetti.

Nel pomeriggio prendete il van e andate verso l’estremo ovest. Ponta do Pargo è il punto più occidentale dell’isola — il faro su una scogliera a 290 metri sul mare, vista Atlantico aperta su tre lati. A pochi minuti dal faro, il Miradouro da Garganta Funda: una cascata di 140 metri che cade in un gorge a picco sull’oceano. Passeggiata di 5–10 minuti su sentiero sterrato dal parcheggio. Poco frequentato, nessuna infrastruttura. La cascata è più potente in inverno.

Attenzione su Google Maps: cercate “Miradouro Garganta Funda” oppure navigate verso “Herdade do Pedregal, Ponta do Pargo” il pin generico può mandarvi nel posto sbagliato.

Da Ponta do Pargo risalite verso Porto Moniz (circa 20 minuti). Nel pomeriggio le piscine naturali di Porto Moniz: vasche laviche a bordo mare dove si fa il bagno nell’oceano in sicurezza. Poi, prima del tramonto, il Miradouro do Ponta da Ladeira parcheggio sterrato, pochi minuti a piedi, vista lungo le scogliere sull’Atlantico aperto. È il tramonto più bello dell’isola. Quasi sempre deserto.

Porto Moniz dista circa 1h15 da Funchal fattibile nel primo giorno se partite la mattina presto.

Rientro a Funchal: Restaurante O Polar per la cena (cucina madeirense, 15–20€), dopocena alla Poncha Tavern. Sotto i 5€, solo contanti.

GIORNO 2

Nord-ovest — Fanal e le 25 Fontes

Tappe: Fanal Forest · PR6 — 25 Fontes & Risco · São Vicente (se avete tempo)

Fanal al mattino: foresta di alloro laurissilva a 1200 metri. Gli alberi si chiamano Til Ocotea foetens  e alcuni hanno seicento anni. I tronchi sono contorti, ricoperti di muschio, la nebbia entra e esce tra i rami.

È patrimonio UNESCO, ma quella sigla qui rischia di non rendere l’idea. La laurissilva è quello che rimane delle foreste subtropicali che ricoprivano l’intero bacino del Mediterraneo prima delle glaciazioni circa 2,5 milioni di anni fa. Ovunque else si è estinta. Qui, per una combinazione di clima atlantico e isolamento geografico, è sopravvissuta intatta. Camminare a Fanal significa camminare in un ecosistema che nel resto del mondo non esiste più.

Non è raggiungibile con i mezzi pubblici. Da novembre 2025 l’accesso è cambiato con recinzioni per proteggere gli alberi antichi verificate le condizioni prima di partire.

Consigliamo anche di fare anche solo una passeggiata e conservarsi le forze per il PR6.

Nel pomeriggio il PR6 a Rabaçal: levada, foresta, cascata del Risco e laguna delle 25 Fontes. Scarpe impermeabili obbligatorie, parcheggio quasi sempre esaurito dopo le 9:30.

Se avete tempo, a nord

São Vicente villaggio sul versante nord, tra le valli più belle dell’isola. Vale una sosta per il centro storico, le grotte vulcaniche e il lungomare. Si aggancia bene al Giorno 2 sulla strada tra Fanal e Rabaçal.

Nord-est — il mio posto del cuore

Tappe: PR9 Caldeiro Verde – PR11 Vereda dos Balcões · Miradouro de São Cristóvão

Il PR9 parte dal Parco Forestale di Queimadas le case di Santana dal tetto di paglia e i pavoni liberi valgono già la sosta — e segue la levada del XVIII secolo attraverso quattro tunnel fino alla cascata del Caldeiro Verde. Quasi pianeggiante ma lungo, sul versante nord che è il più piovoso dell’isola.

Il posto che mi è rimasto più addosso di tutto il viaggio è la strada che porta verso i Balcões, andando verso nord, proseguendo dritto. È completamente alberata, con una vegetazione che non ha niente di europeo i colori delle foglie, la densità, la scala, le pecore libere al pascolo. Ti fa pensare alle illustrazioni dei libri di storia naturale sul Giurassico. Non è una cosa che ti aspetti guidando su una strada normale.

Il PR11 da Ribeiro Frio ( attualmente chiuso ) è breve tre chilometri, gratuito, pianeggiante ma la vista sui picchi centrali è diretta e pulita. Prima di rientrare, il Miradouro de São Cristóvão: poco frequentato, vale la deviazione.

Le strade del versante nord sono un’altra cosa ancora. Alcune sono chiuse, completamente aggredite dalla vegetazione che cresce sui muri, sulle ringhiere, sull’asfalto. Alcune diventano sentieri di trekking. Camminandoci si ha la sensazione concreta di vedere il verde prendere il sopravvento come in un film post-apocalittico, ma senza niente di minaccioso. Solo natura che va per conto suo.

GIORNO 4

Il giorno dedicato alle nuvole, recuperi e riattraversate

Tappe possibili: PR1 se il tempo regge · Pico Ruivo al tramonto

Il quarto giorno a Madeira non si pianifica si decide la mattina guardando fuori dal finestrino del van. Il meteo può aver impedito qualcosa nei giorni precedenti, o può esserci ancora qualcosa che volete rivedere. Con 50 minuti da un capo all’altro dell’isola, tutto è raggiungibile.

Riattraversare Madeira non è mai una perdita di tempo. Le strade cambiano con la luce, con le nuvole, con l’ora. Posti che avete già visto sembrano diversi nel senso contrario di marcia.

Se il cielo è limpido è il momento giusto per il PR1 Pico do Arieiro all’alba o Pico Ruivo al tramonto da Achada do Teixeira (45 minuti a piedi, riaperto quello da una cima all’altra aprile 2026). Prenotazione con fascia oraria obbligatoria su SIMplifica.

Se il tempo sull’interno è chiuso ma il versante est è libero è la giornata giusta per il PR8 Vereda da Ponta de São Lourenço: penisola vulcanica, paesaggio arido e rosso. 7 km A/R, 2,5–4 ore, €4,50.

Se preferite qualcosa di meno impegnativo São Vicente sul versante nord, oppure tornate su un tratto di strada che vi era piaciuto e fermatevi dove non eravate riusciti.

Se volete rivedere qualcosa sotto luce diversa —Fanal, Garganta Funda o il Miradouro do Ponta da Ladeira cambiano completamente di orario.

GIORNO 5

PR8 la coda vulcanica dell’isola

PR8 Vereda da Ponta de São LourençoPartenza in mattinata

Il quinto giorno è dedicato all’unico trekking di Madeira che non assomiglia a nessuno degli altri. Non ci sono levadas, non c’è foresta, non c’è verde. Il PR8 è l’estremo est dell’isola una penisola vulcanica che si allunga nell’Atlantico come una coda, con rocce di basalto rosso e nero, scogliere a picco sul mare e un paesaggio semi-arido che sembra un altro pianeta rispetto al resto di Madeira.

Se stai organizzando i trekking, scegli con attenzione. Madeira ha sentieri molto diversi tra loro per paesaggio e atmosfera non sono intercambiabili. Il PR8 è quello più lontano da tutto il resto: niente umidità, niente muschio, niente tunnel. Solo roccia, vento e oceano su entrambi i lati. Vale farlo proprio per questo contrasto.

La penisola prende il nome dalla caravella di João Gonçalves Zarco, uno dei tre esploratori portoghesi che scoprirono Madeira nel XV secolo. Il territorio è principalmente basaltico, con formazioni di calcare sedimentario risultato di eruzioni vulcaniche sovrapposte nel tempo. Il clima semi-arido è causato dall’esposizione ai venti del nord, che portano poca pioggia e nessuna vegetazione arborea. 

Eppure ci sono 138 specie di piante diverse lungo il percorso, la maggior parte basse e tenaci.

Il sentiero è lineare, andata e ritorno: si cammina lungo la cresta della penisola con il mare del sud calmo, turchese da un lato e il mare del nord mosso, verde scuro dall’altro. In mezzo, formazioni rocciose scolpite dall’erosione, una piccola spiaggia dove ci si può fermare a fare il bagno (Praia do Sardinha), un bar a metà percorso (Casa do Sardinha) e la salita finale verso il Pico do Furado il punto più alto della penisola, con vista a 360° sull’Atlantico e, nelle giornate limpide, sull’isola di Porto Santo.

Il sud-est se avete un po di tempo in più

La parte meno turistica e più incontaminata dell’isola. Ho incontrato lì gli abitanti più autentici persone che vivono ancora in modo legato al territorio. Ho fatto la doccia, essendo in van a casa di una persona che è stata super ospitale, era un vecchio B&B che mi ha aperto le porte di casa, queste sono le cose che mi fanno sentire il viaggio.

C’è anche un trekking in questa zona che non ho fatto, ma chi ha più tempo dovrebbe esplorare il sud-est con calma: i paesaggi sono selvaggi e il ritmo è completamente diverso dal resto dell’isola.

I trekking, tutto quello che serve sapere

I sentieri con informazioni aggiornate e una cosa che nessuno vi dice abbastanza chiaramente.

Prima di partire leggete questo

I sentieri di Madeira possono chiudersi e riaprirsi nel giro di pochi giorni. L’isola è umida per definizione e i versanti franano spesso, specialmente dopo piogge intense.

https://simplifica.madeira.gov.pt/services/78-82-259

Il problema pratico: il sistema di prenotazione non è collegato a nessun sistema di notifica. Se acquistate il biglietto su SIMplifica e il sentiero chiude, non arriva nessun messaggio. Nessuna email, nessun avviso.

Cosa fare: comprate il biglietto in anticipo costano poco e sono obbligatori ma controllate lo stato il giorno stesso su visitmadeira.com oppure chiedete sul posto. La ricevuta di pagamento non è una conferma di percorribilità.

I biglietti si possono anche acquistare direttamente sul posto prima del sentiero: all’inizio di ogni trail ci sono indicazioni con un QR code che rimanda al sito SIMplifica. Conviene comunque prenotare prima, soprattutto in alta stagione.

Prenotazioni: simplifica.madeira.gov.pt  Stato sentieri: visitmadeira.com

https://visitmadeira.com/en

Penisola vulcanica all’estremo est di Madeira. Paesaggio basaltico, arido, completamente diverso dal resto dell’isola. Il sentiero corre tra le due coste con viste continue sull’Atlantico. Salita finale al Pico do Furado con panorama a 360° nelle giornate limpide si vede Porto Santo. Percorso A/R dallo stesso punto di partenza.

  • Arrivare entro le 8:30  il parcheggio di Baía d’Abra ha circa 60 posti e si riempie in fretta, soprattutto da primavera in poi. Chi arriva tardi parcheggia sul ciglio della strada aggiungendo 1-2 km al percorso.
  • Niente torcia  sentiero completamente all’aperto, nessun tunnel.
  • Protezione solare obbligatoria  zero ombra per tutto il percorso. Cappello, crema e qualcosa per le spalle.
  • Vento forte  la penisola è esposta, specialmente in cima. Tenete lo zaino chiuso e fate attenzione sui tratti in cresta.
  • Scarpe da trekking consigliate  il terreno è roccioso e irregolare, alcune sezioni scivolose se bagnate.
  • Casa do Sardinha a metà percorso bar con bagni, unica sosta attrezzata sul sentiero.
  • Biglietto su SIMplifica in anticipo o QR code al trailhead. Verificate lo stato il giorno stesso su visitmadeira.com.

Orario consigliato: mattina presto per il parcheggio e per evitare il caldo di mezzogiorno — la penisola è completamente esposta. In alternativa, tardo pomeriggio per il tramonto sull’Atlantico dal Pico do Furado, considerato uno dei tramonti più belli dell’isola anche se meno noto del Ponta da Ladeira.

Foresta di Til di seicento anni, laurissilva UNESCO. Non raggiungibile con mezzi pubblici. Sentieri segnati, si sceglie quanto camminare. La nebbia non segue un orario dipende dal vento.

  • Mappe offline obbligatorie Maps.me o Komoot. Con nebbia fitta ci si perde.
  • Accesso cambiato da nov. 2025  verificate condizioni e tariffe su visitmadeira.com.
  • Strada di accesso può chiudersi per vento forte o neve.

Breve levada da Ribeiro Frio fino al belvedere con vista sui picchi. Pianeggiante, gratuito, accessibile a tutti. Ribeiro Frio ha un bar e una troticoltura.

La strada che porta fin qui è il mio posto preferito di tutto il viaggio. È completamente alberata, con colori e proporzioni che non hanno niente di europeo fanno pensare alle tavole dei libri di storia naturale sul Giurassico. Vale il tragitto anche solo per quella.

  • Nessuna prenotazione  gratuito e libero.
  • Combinabile col PR9  entrambi nel nord-est.
  • Zona umida: possibili chiusure dopo piogge. Verificate prima.

Quasi pianeggiante ma lungo. Levada del XVIII secolo, foresta sempre più densa, quattro tunnel, cascata del Caldeirão Verde (~100 m su laguna smeraldo). Partenza dal Parco Forestale di Queimadas le case di Santana con tetto di paglia e i pavoni liberi valgono già la sosta.

  • Partire nel primo pomeriggio (~13:00)  gruppi mattutini sono in uscita.
  • Torcia obbligatoria  quattro tunnel, alcuni con soffitto basso.
  • Impermeabile e scarpe waterproof versante nord, il più piovoso.
  • Parcheggio Queimadas: 2€/ora, max 10€/giornata.

Nota apr. 2026: tratto verso Caldeirão do Inferno parzialmente chiuso. Versante nord tra i più soggetti a frane. Verificate il giorno stesso.

Due sentieri combinabili: PR6.1 alla cascata del Risco (1,5 km A/R, facile) e PR6 alla laguna delle 25 Fontes. Tratto asfaltato iniziale di ~2 km — a piedi o con navetta dall’11:00.

  • Arrivare prima delle 9:30  parcheggio esaurito rapidamente.
  • Scarpe impermeabili  levada con acqua corrente, tratti fangosi.
  • Torcia per il tunnel di ~800 m nel percorso alternativo.

Attenzione: tra i più soggetti a chiusure parziali per frane. Controllate lo stato il giorno stesso.

PR1 · PICO DO ARIEIRO – PICO RUIVO

Collega tre vette attraverso creste, scalinate nella roccia e tunnel. Dislivello continuo, mai piatto.

Ci sono due modi di vivere questa esperienza. Il primo è fare Pico do Arieiro e Pico Ruivo separatamente come ho fatto io, arrivata a metà aprile 2026 quando il tratto di collegamento era ancora chiuso per incendio. Entrambi valgono la visita. Il secondo, ora che il percorso ha riaperto a fine aprile 2026, è fare il tragitto completo da Pico do Arieiro a Pico Ruivo in un’unica direzione senza tornare indietro, perché il percorso è lungo e impegnativo e non ha senso. In questo caso organizzate in anticipo il transfer da Pico Ruivo a Pico do Arieiro: Uber, Bolt o un mezzo privato onde evitare di farvi fregare dagli abusivi che chiedono cifre inammissibili.

⚠️ Questo è l’unico sentiero di Madeira che NON si può acquistare sul posto con il QR code. Il biglietto va comprato in anticipo online su SIMplifica. Se i posti sono esauriti, non si entra, nessuna alternativa.

  • Partenza all’alba —consigliata, e con l’alta domanda post-riapertura ancora più importante.
  • Guardia forestale presente a entrambi i picchi: senza biglietto si paga una multa di circa 250€.
  • Transfer al ritorno ignorate i passaggi privati: chiedono cifre assurde, anche 200€ per 4 persone. Chiamate Uber o Bolt: stessa tratta, circa 50–60€ a vettura.
  • Torcia  tunnel bui con soffitti bassi.
  • Giacca impermeabile a 1800 m il meteo cambia in fretta.
  • Verificate le condizioni il giorno stesso su visitmadeira.com.

Cosa mettere nello zaino

  • Scarpe impermeabili da trekking
  • Giacca impermeabile sempre
  • Torcia o headlamp (tunnel)
  • Acqua 1,5 lt minimo a persona
  • Mappe offline scaricate prima, Maps.me o Komoot anche se i sentieri sono super segnalati.
  • Snack bar rari sul percorso
  • Berretto per i tunnel
  • Biglietto SIMplifica prenotato (o QR code sul posto)

Madeira funziona meglio se non si cerca di ottimizzare tutto. Le distanze sono brevi da un lato all’altro si arriva in 50 minuti ma il meteo non è mai affidabile e i sentieri cambiano stato da un giorno all’altro. Pianificate l’ossatura, lasciate margine, controllate ogni mattina prima di partire.

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